Brain Map e Neurofeedback per L'Epilessia
Che cos’è l’epilessia
L’epilessia è una condizione neurologica cronica in cui esiste una tendenza stabile a sviluppare crisi epilettiche. Le crisi sono episodi brevi in cui alcune reti di neuroni “si accendono” in modo anomalo e troppo sincronizzato, causando sintomi che possono essere molto diversi: perdita di coscienza, scosse, assenze, sensazioni strane, movimenti involontari, ecc.
Secondo la definizione dell’ILAE (International League Against Epilepsy), si parla di epilessia quando si verifica:
-
almeno due crisi non provocate a distanza di più di 24 ore, oppure
-
una sola crisi ma con un rischio alto di averne altre nei successivi anni, oppure
-
quando si riconosce una sindrome epilettica specifica.
Le terapie principali
-Farmaci: sono la cura più comune. L’obiettivo è ridurre o eliminare le crisi con il minor numero possibile di effetti collaterali.
Il farmaco viene scelto in base al tipo di crisi e al profilo della persona.
Tuttavia, in una parte considerevole di pazienti (circa 30%) le crisi continuano anche con i farmaci. L’ILAE definisce farmacoresistente un’epilessia quando due tentativi terapeutici adeguati (farmaci giusti, a dosi corrette e ben tollerati) non riescono a ottenere una libertà stabile da crisi.
In questi casi si possono valutare:
-
chirurgia dell’epilessia (soprattutto in alcune forme focali),
-
neuromodulazione
-
dieta e alimentazione in alcuni casi (soprattutto pediatrici), seguiti da equipe specializzata.
Neurofeedback
Il neurofeedback è una forma di apprendimento operante in cui il paziente riceve un feedback (visivo/uditivo) contingente a specifici parametri EEG, con lo scopo di modulare l’attività elettrica cerebrale e, potenzialmente, ridurre la suscettibilità alle crisi o migliorare funzioni associate (attenzione, qualità di vita).
I protocolli più noti per l'epilessia sono:
-
SMR neurofeedback: punta ad aumentare il ritmo “sensorimotorio” (12–15 Hz); gli studi riportano riduzioni medie delle crisi di circa il 60% (Sterman MB, 2010)
-
SCP neurofeedback: lavora su “potenziali lenti” legati al livello di attivazione corticale con l'obiettivo di migliorare controllo dell’eccitabilità e autoregolazione; anche questo training si è dimostrato efficace per l'epilessia (Strehl U, Birkle SM, Wörz S, Kotchoubey B., 2014)
Brain Map per L'epilessia
Il brain mapping (o mappatura cerebrale) è un’analisi del funzionamento elettrico del cervello ottenuta con un elettroencefalogramma quantitativo (qEEG). Si registrano per alcuni minuti le onde cerebrali in uno stato di riposo, a occhi aperti e chiusi, e si confrontano con un database normativo di riferimento. In questo modo è possibile vedere (in una mappa cerebrale) come comunicano tra loro le diverse aree del cervello e se ci sono zone che lavorano troppo o troppo poco.
Nel caso dell'Epilessia la brain map può mostrare un’eccessiva instabilità o iperattivazione in alcune aree corticali. Durante il training, il neurofeedback rinforza in modo mirato l’attività più stabile e armoniosa di quelle aree, aiutando il cervello a ridurre i sintomi associati nel tempo.
Riferimenti scientifici principali
Koberda JL and Frey LC (2015) Z-score LORETA Neurofeedback as a Potential Therapy for Patients with Seizures and Refractory Epilepsy.
Neurol Neurobiol, Volume1.1
Sterman MB (2010) Biofeedback in the treatment of epilepsy. Cleve Clin J Med 3: S60-67.
Strehl U, Birkle SM, Wörz S, Kotchoubey B (2014) Sustained reduction of seizures in patients with intractable epilepsy after self-regulation
training of slow cortical potentials-10 years after. Front Hum Neurosci 8: 604.
TESTIMONIANZE, DOMANDE E RISPOSTE
Fai una domanda ai Neuropsicofisiologi del Centro. Sei un nostro paziente? Racconta la tua esperienza con noi.