GIOCHI E REALTA' VIRTUALE NEUROFEEDBACK GUIDATI per ADHD


giochi neurofeedback-guidati, tradizionali o in realtà virtuale, sono giochi "speciali" in cui il bambino, l'adolescente o l'adulto controlla il gioco (l'aereo, l'automobile, i personaggi, ecc.) con la mente e non con le mani (controller, mouse, tastiera, ecc.). Sono dunque giochi interfacciati con i dispositivi di neurofeedback preposti a rilevare l'attività elettrica cerebrale (EEG = elettroenecefalogramma) in tempo reale.

Per capire cos'è il neurofeedback e come funziona, clicca qui.

In questa pagina esponiamo una breve descrizione e dei video che illustrano i vantaggi dell'uso dei giochi tradizionali o in realtà virtuale per il trattamento dell' ADHD. Prima di tutto è importante sottolineare la scientificità del metodo e la sua efficacia dimostrata da centinaia di studi pubblicati su Pubmed (clicca qui).

Il neurofeedback è finalizzato a potenziare la capacità attentiva e di concentrazione e, al contempo, a ridurre l'iperattività/impulsività, quando presenti (ADHD).

E' un vero e proprio allenamento neurocognitivo intensivo, molto impegnativo ma che da risultati concreti e, soprattutto, duraturi; come ogni forma di allenamento, anche il training di neurofeedback se fatto bene e condotto da psicofisiologi con lunga esperienza, produce un apprendimento che si traduce nel potenziamento dell'abilità attentiva e del controllo degli impulsi.

Il neurofeedback viene anche utilizzato per potenziare l'attenzione in persone senza ADHD la cui attività richiede elevati standard attentivi come gli atleti, piloti, militari, medici e persone che lavorano nell'ambito dello spettacolo o in contesti in cui errori dovuti alla disattenzione possono produrre danni.

Per aumentare e sostenere nel tempo la motivazione dei bambini e delle bambine con ADHD a svolgere il training di Neurofeedback per potenziare le loro abilità attentive, utilizziamo i seguenti mezzi di intrattenimento, ovviamente integrati nei sistemi di neurofeedback:

  1. Videogame (quasi tutti quelli esistenti)
  2. Realtà Virtuale (quasi tutti su Meta Quest)
  3. Film, cartoni animati, serie TV, video, documentari (Netflix, YouTube, ecc.)
  4. Strumenti musicali
  5. Bambole e peluche (con feedback vibratorio)

Negli ultimi 10 anni abbiamo investito notevoli risorse per la ricerca e lo sviluppo di metodologie e tecnologie che consentissero ai bambini/adolescenti o adulti con ADHD di utilizzare una gamma/varietà di videogame tradizionali o in realtà virtuale ben più vasta rispetto a quelli oggi disponibili (che sono pochissimi), in modo da mantenere sempre elevato l'interesse e la motivazione dell'individuo verso il training di neurofeedback, consentendoci di raggiungere risultati migliori in tempi più brevi, ciò che consente anche una riduzione dei costi del trattamento.


REALTA' VIRTUALE NEUROFEEDBACK GUIDATA


In tanti anni di attività (siamo attivi dal 2013) abbiamo condotto oltre che la normale attività clinica di neurofeedback, brain mapping e biofeedback, anche un'intensa attività di ricerca finalizzata a perfezionare sia i protocolli di neurofeedback, biofeedback e brain mapping, sia gli strumenti usati per questi training psicofisiologici.

La realtà virtuale è stata introdotta proprio grazie a questo tipo di ricerca, riuscendo a sviluppare i software e i sistemi (computer potenti) per poter svolgere il neurofeedback anche con la realtà virtuale. 

Questa innovazione è stata introdotta come strumento aggiuntivo finalizzato a potenziare ulteriormente la motivazione dei bambini e delle bambine ADHD a svolgere il training di neurofeedback: un bambino motivato (dal gioco), collabora bene, aumenta il suo impegno durante il training, apprende prima, riduce la durata del trattamento e la difficoltà dei genitori a fargli fare il training; a questo bisogna aggiungere che alcuni bambini con ADHD non sono riusciti a sviluppare interessi, neanche verso i giochi, mostrandosi interessati solo a pochissime attività semplici e ripetitive; ciò accade proprio a causa del deficit attentivo e dell'intolleranza fortissima a svolgere compiti vissuti come "troppo noiosi", come addirittura imparare a giocare ad un videogame o a giochi che, per poter essere fatti, richiedono un minimo di impegno "noioso"  e frustrante (la fase di apprendimento in cui si gioca male); tuttavia questi bambini difficilmente riescono a resistere al divertimento della realtà virtuale, alla quale non sono ancora abituati e che quindi usiamo come leva motivazionale per il training di neurofeedback.


 VIDEO GAME TRADIZIONALI NEUROFEEDBACK GUIDATI


Oltre alla realtà virtuale naturalmente ci sono i videogame; nel settore del neurofeedback esistono poche società di videogame per il neurofeedback, ossia videogame che si interfacciano all'EEG del paziente in tempo reale, modificando le condizioni di gioco in base all'attività EEG del paziente. Ma proprio per la loro alta specificità funzionale, di questi giochi ne esistono molto pochi. Per questa ragione, orgogliosamente unici al mondo, abbiamo sviluppato dei software che ci consentono di interfacciare l'EEG del paziente e i sistemi di neurofeedback a quasi tutti i videogame normali esistenti nel mercato; sicché presso il nostro centro possiamo usare come mezzo per somministrare il neurofeedback qualsiasi gioco il bambino preferisca.

Sicchè presso il nostro Centro di Roma utilizziamo sia i videogame specializzati, sia quasi tutti i videogame in commercio, potendoli integrare nei nostri sistemi di neurofeedback.

Anche questa innovazione è finalizzata a aumentare la motivazione del bambino a svolgere il training di neurofeedback, e a farlo col massimo impegno possibile.


Come funziona il Neurofeedback per l'ADHD?


In una tipica sessione di neurofeedback, l'attività divertente del gioco neurofeedback-guidato viene alternata a compiti di vario genere, più impegnativi, ma calibrati sulle capacità attuali del bambino, volti a potenziare progressivamente la sua capacità di rimanere attento anche nei compiti più noiosi (es. scolastici), proprio quelli in cui è maggiormente  compromesso.

Il principio di funzionamento è semplice: quando il bambino è attento, produce specifici pattern di attivazione EEG (ossia specifiche configurazioni EEG rilevate in tempo reale con l'elettroencefalogramma); lo strumento del neurofeedback li rileva e li "trasmette" al gioco permettendo così al bambino di controllare il gioco (raggiungere gli obiettivi del gioco, aumentare i punteggi, ecc.) con la sua mente (segnale EEG); quando cioè il cervello del bambino produce la configurazione di onde EEG che corrisponde allo stato attentivo, il gioco (o filmato) funziona bene e il bambino si diverte ("premio"); ma quando il cervello produce configurazioni EEG che corrispondono a stati di distrazione/disattenzione, il gioco si ferma o gli elementi del gioco rispondono male (o altro = "punizione") e il bambino, in quell'istante, è infastidito e, per tornare a giocare bene, è motivato a tornare (inconsapevolmente) allo stato attentivo.

Nell'arco di una seduta standard il cervello del bambino riceve decine o centinaia di questi segnali di "punizione" e "premio" e, seduta dopo seduta, impara automaticamente a stare sempre più tempo e stabilmente nello stato attentivo durante i compiti, ossia quando è richiesta l'abilità attentiva, specie nello svolgimento di compiti noiosi, con conseguente miglioramento progressivo nel comportamento scolastico e nel rendimento scolastico (come riferito dai docenti). Questo effetto è permanente (è un vero apprendimento del cervello).

Con questa strategia, ben rodata in tanti decenni di pratica clinica e ricerca a livello internazionale (centinaia di studi scientifici), il bambino, divertendosi, impara a rimanere attento per periodi sempre più lunghi, anche durante i compiti più noiosi che vengono alternati al gioco (letture e compiti scolastici).

Lo stesso vale per l'iperattività, dove entrano in ballo altre configurazioni EEG e altre variabili fisiologiche rilevate con gli strumenti del neurofeedback e del biofeedback..

 

 

TESTIMONIANZE, DOMANDE E RISPOSTE 

Fai una domanda ai Neuropsicofisiologi del Centro. Sei un nostro paziente? Racconta la tua esperienza con noi.

Elena
Buon giorno dottore, mio figlio ha 11 anni ed ha ADHD con disturbo oppositivo; diventa oppositivo solo in mia presenza e non quando sta a scuola, dove manifesta per lo più disattenzione. Ho letto del neurofeedback e visto che non voglio far prendere farmaci di alcun tipo, vorrei sapere se il metodo che usate è realmente efficace. Grazie.
0
Dott. Alessio Penzo
Certamente, il neurofeedback ha un'elevata efficacia nel trattamento dell'ADHD. Se naviga il sito trova anche i link agli studi scientifici pubblicati su PubMed negli ultimi decenni, ad oggi circa 500 studi.
0
Anna L.
Buona sera, mio figlio di 8 anni ha l'ADHD; il neurologo è contrario a dargli farmaci e ci ha consigliato il neurofeedback e di andare in un centro dove si usano anche i giochi. Ho visto che voi usate anche i giochi e vorrei sapere se questo sistema funziona davvero o se è una cosa difficile per un bambino di 8 anni. Abbiamo già provato presso uno studio di Milano, che però non usava giochi e il bambino dopo pochi minuti si annoiava e non riuscivamo più a tenerlo fermo, dovendo terminare il trattamento. Ho letto che ci vogliono 30 sedute e visto che abitiamo a Genova, è possibile fare sedute consecutive dal lunedì al sabato in modo da trasferirci per un tempo limitato a Roma?
0
Dr. A.Penzo
Buona sera. In riferimento ai suoi quesiti le confermo che l'efficacia del neurofeedback per il trattamento dei disturbi di attenzione è molto elevata. Il training di NF va ogni volta adattato alle particolarità del bambino e alle sue effettive capacità e riadattato nel corso del trattamento; usiamo anche i giochi di neurofeedback, molto efficaci e graditi dai bambini, ma che non devono essere confusi con i video game che il bambino fa anche per ore, e sempre all'interno di un percorso finalizzato alla correzione delle alterazioni EEG alla base del disturbo. E' possibile effettuare anche una seduta al giorno, per un totale di 6 sedute a settimana. Molti pazienti si trasferiscono a Roma per il periodo del trattamento.
0

700 Caratteri rimasti


Privacy e Cookie
Utilizziamo i cookie per assicurarti la migliore esperienza nel nostro sito. Per saperne di più, consulta la nostra Privacy Policy.