Giochi ed esperienze di Realtà Virtuale Neurofeedback Guidati

per ADHD e ADD


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La principale applicazione del neurofeedback è il trattamento dell'ADHD e dell'ADD nei bambini, adolescenti e adulti.

Oggi, i protocolli di neurofeedback più efficaci sono quelli che fanno uso di tecnologie e tecniche avanzate che includono l'uso dei giochi di realtà virtuale neurofeedback guidati (oltre che dei game NF-guidati), il cui utilizzo richiede una specifica formazione in psicofisiologia e neurofeedback e una lunga esperienza professionale.

Presso il Centro di Biofeedback e Neurofeedback di Roma operano esclusivamente Psicofisiologi con una lunga esperienza nel campo specifico del Neurofeedback per il trattamento dell'ADHD / ADD e per il potenziamento neurocognitivo.

In tanti anni di esperienza con bambini, adolescenti e adulti con ADHD e ADD, abbiamo sentito l'esigenza di migliorare i più sofisticati sistemi di neurofeedback gaming già esistenti: per tale ragione abbiamo investito notevoli risorse per la ricerca e lo sviluppo nuove tecnologie di gaming e realtà virtuale neurofeedback guidata innovative rispetto a quelle oggi disponibili che usiamo nei training di neurofeedback.

La nostra tecnologia permette di utilizzare qualsiasi Virtual Reality Game, superando il limite dello scarsissimo numero degli attuali giochi di neurofeedback in realtà virtuale (sono giochi speciali) e della loro qualità grafica, sempre inferiore rispetto agli standard a cui i bambini e gli adolescenti sono abituati, tutti fattori che, nella nostra esperienza, incidono negativamente sulla motivazione del paziente, allungando i tempi e i costi del trattamento e rendendo più difficile al genitore la gestione del bambino nel periodo del training.

Grazie all'uso di queste tecnologie, presso il nostro centro di Roma possiamo sottoporre il bambino o adolescente a sessioni molto impegnative e, pertanto, più efficaci facendo leva sulla sua stessa motivazione, grazie all'uso di una gran varietà di giochi tradizionali e in realtà virtuale neurofeedback guidati, in base ai suoi gusti e, naturalmente, subordinatamente agli obiettivi del trattamento (alcuni giochi non sono indicati).

 


Il Neurofeedback con la Realtà Virtuale 


 La realtà virtuale è un tipo di tecnologia che, attraverso l'uso di un visore e di computer potenti, consente un'esperienza sensoriale immersiva; una volta 'entrati' nella realtà virtuale (indossando il visore) si ha l'impressione di trovarsi realmente in realtà alternative di ogni genere: da quelle relative alla realtà "reale" o verosimile, alle realtà più fantasiose, ma pur sempre realistiche e d'impatto, frutto della creatività senza limiti degli sviluppatori. 

A differenza dei sistemi oggi disponibili, la nostra tecnologia consente l'integrazione tra il neurofeedback e la maggior parte dei titoli attualmente disponibili sul mercato.

A differenza delle tecnologie attualmente disponibili che consentono solo l'uso di pochi Virtual Reality Game/Experience appositamente realizzati da poche case specializzate (di giochi adatti agli attuali standard a cui sono abituati bambini e adolescenti ne esistono meno di una decina), il nostro sistema è stato ottimizzato e perfezionato per consentire alla persona con ADHD/ADD di allenare la capacità attentiva divertendosi con il proprio VR game preferito, potendo scegliere tra la maggior parte dei titoli oggi in commercio.

Ovviamente il gioco/esperienza in VR deve avere contenuti accettabili e adeguati allo scopo del trattamento.

L'aggiunta al neurofeedback tradizionale dei game tradizionali e in realtà virtuale è un mezzo finalizzato a:

  • aumentare l'efficacia del trattamento di neurofeedback;
  • tenere alta la motivazione/interesse del bambino/adolescente/adulto durante il training neurocognitivo (potenziamento attenzione/controllo impulsi);
  • aumentare il rendimento nelle singole sedute;
  • accorciare il più possibile la durata del trattamento;
  • ridurre i costi del trattamento;
  • ridurre lo stress dei genitori (il bambino/adolescente svolge volentieri il trattamento);

I virtual reality game che vanno per la maggiore tra bambini e adolescenti e che ben si adattano agli obiettivi del trattamento sono i giochi ambientati nello spazio, gli aerei, le automobili e varie esperienze.  Gli adulti amano molto i giochi ambientati nello spazio e, in generale, tutte le esperienze in VR che comportano l'esplorazione di mondi e ambienti naturali terrestri, ma anche mostre, viaggi e città d'arte. 

Tutti i giochi sono interfacciati con il sistema di neurofeedback e, ricordiamolo sempre, il gioco/esperienza in VR è uno strumento che usiamo per potenziare la motivazione del bambino/adolescente a svolgere il training intensivo di neurofeedback e per aumentare il suo impegno in ogni singola sessione.

 


Perchè usare i Game e/o la Realtà Virtuale neurofeedback guidati?


 

Ad oggi, il neurofeedback per l’ADHD / ADD è un metodo non farmacologico scientificamente riconosciuto efficace e privo di effetti collaterali, ma deve essere svolto da psicofisiologi con lunga esperienza e con strumentazioni e tecniche in continua evoluzione. Il neurofeedback, inoltre, richiede circa 20-30 sedute; il che può costituire un impedimento proprio per le persone con ADHD / ADD, la cui peculiarità è proprio la bassa soglia di tolleranza verso i compiti ‘noiosi’, non interessanti e ripetitivi.

Per questo, da più di un decennio, si è pensato di utilizzare i giochi neurofeedback guidati per rendere il training oltre che più interessante e motivante, anche più coinvolgente sul piano sensoriale e neurocognitivo e, quindi, più efficace.

Ma i giochi di neurofeedback-guidati sono giochi 'speciali': oggi quelli disponibili sono pochi e, soprattutto, non riescono a tenere il passo con l’evoluzione grafica, effettistica e creativa dei game 'normali' prodotti dalle note case produttrici di game a cui bambini e adolescenti sono ormai abituati: ne deriva che il o la paziente con ADHD o ADD, passata la novità delle prime sedute, si trova ben presto di fronte ad un gioco che percepisce come ‘vecchio’ o ‘meno interessante’ rispetto ai giochi che usa quotidianamente a casa con la Playstation, la Xbox e simili; questo ha un forte impatto negativo sulla motivazione non solo a terminare il training terapeutico (20-30 sedute), ma anche sul livello di impegno/sforzo nel corso delle singole sedute da cui dipende proprio la lunghezza del training: maggiore impegno nelle singole sedute di neurofeedback si traduce in un numero inferiore di sedute necessarie e quindi in costi inferiori: per cui un individuo che si impegna molto (perché ben motivato) necessita di 20 sedute (o meno) mentre un individuo che si impegna meno (perché poco motivato), necessita di 30 o anche più.

Grazie all'uso delle nostre tecnologie, l'uso della Realtà Virtuale unito alla possibilità di scelta, personalizzazione e di variazione dei VR game, ci consente di mantenere la motivazione dei bambini/adolescenti e adulti a livelli elevati e per periodi indefiniti, e di consentire ai pazienti di reggere bene lo svolgimento di sessioni di neurofeedback molto più impegnative, efficaci e di durata inferiore. E' noto a tutti che quanto maggiore è l'impegno che ci viene chiesto, tanto maggiore deve essere la motivazione a farlo, altrimenti la frustrazione e lo scoraggiamento prendono il sopravvento, e la prestazione cala.

L'uso di un'ampia scelta di virtual reality game (e anche dei giochi tradizionali) potenzia la motivazione a svolgere un training che, per essere davvero efficace, richiede molto impegno.

Il principio di base è semplice: allenare le proprie abilità neurocognitive (come l'attenzione) al massimo delle proprie possibilità, ma divertendosi.

 


I video game si, i compiti di scuola no


 

Una tipica domanda che ci viene posta dai genitori con figli o figlie con ADHD/ADD riguarda la differenza tra l’impegno messo sui video game e sui compiti di casa: ad esempio una madre ci pose la seguente domanda: “…mio figlio passa ore e ore di fronte ai video game, ma quando deve fare i compiti la sua attenzione ‘vola via’ e devo impazzire per farlo stare seduto 10 minuti…..”.

Perché con i giochi resta attento per ore e ore e con i compiti no?

La risposta è semplice: la motivazione. Ovviamente, per tutti i bambini (o quasi), il videogame è più divertente dei compiti scolastici: ma, come già detto, i bambini/adolescenti con ADHD/ADD presentano una soglia di tolleranza alla frustrazione per le attività noiose, molto più bassa degli altri bambini/adolescenti, con le conseguenze che noi tutti ben conosciamo.

Gli psicofarmaci ad azione simpaticomimentica (stimolanti) che a volte i medici prescrivono anche a bambini e adolescenti, non modificano questa soglia e, cessata l’assunzione del farmaco, il problema è sempre li.

Il neurofeedback invece, in tutte le sue forme e se svolto in modo corretto (alta personalizzazione del trattamento), serve proprio a spostare il set point della soglia di frustrazione su valori più alti, in modo tale che l'individuo, usando le proprie risorse neurocognitive, impari a svolgere anche le attività noiose, ma necessarie o utili.

 


La Playstation a casa è la stessa cosa? 


La differenza tra il giocare alla Playstation a casa e il giocare ad un video game neurofeedback-guidato, sia esso tradizionale o in realtà virtuale, è enorme.

L'attenzione dell'individuo che gioca alla Playstation è attivata da alcuni elementi del gioco 'salienti' (ossia che attirano l'attenzione automaticamente) indipendentemente dalla volontà dell'individuo; ma la cosa più importante è che è intervallata da numerosissimi momenti di disattenzione/distrazione quando il game non mostra elementi salienti; una cosa del genere può capitare a tutti quando si legge un libro 'difficile' o noioso, con momenti di distrazione che fanno 'perdere il filo' del discorso e rendono la comprensione del testo più lunga, difficoltosa e frustrante, aumentando il desiderio di cessare quell'attività e di svolgerne altre più gratificanti.

Negli individui con ADHD / ADD questi momenti di distrazione sono più frequenti e più lunghi, rendendo le attività più impegnative e 'obbligatorie'  e noiose (come lo studiare) ancor più frustrante, stato affettivo quest'ultimo che aumenta i comportamenti ansiosi, di rabbia e l'iperattività che, a loro volta, potenziano la disattenzione, in un circolo vizioso da cui l'individuo non riesce ad uscire, se non con comportamenti di rifiuto, di rabbia, di evitamento e talvolta anche di atti violenti verso le cose o le persone. 

La stessa cosa avviene anche con i video game tradizionali, solo che è assai meno evidente rispetto ai compiti di scuola per via della diversa natura del compito:

 

  • minor impegno cognitivo - l'elaborazione cognitiva di concetti (soprattutto quelli astratti) è molto più impegnativa rispetto alla semplice elaborazione percettiva elicitata dai video game tradizionali; con i neurofeedback game invece l'impegno attentivo è di livello pari o superiore rispetto a quello richiesto dai compiti scolastici; tuttavia, bisogna sempre ricordare che i più efficaci protocolli di neurofeedback prevedono fasi di gioco ad elevato engagement attentivo, alternate a fasi di impegno cognitivo di tipo concettuale (elaborazione di concetti concreti o astratti) attraverso lo svolgimento di compiti simil-scolastici di vario tipo (tarati sul livello di preparazione dell'individuo) e sempre controllati dal neurofeedback.
  • maggiore piacevolezza - per definizione il gioco è un'attività piacevole e divertente, a differenza dei compiti che non danno ricompense immediate
  • non obbligatorietà - i compiti scolastici sono obbligatori e non si può scegliere cosa studiare e cosa no; anche le materie più difficili e odiate devono essere fatte, se non si vuol essere bocciati. Il gioco invece è un'attività libera al 100%.
  • automatismi sensomotori - questo aspetto è molto importante; quando vediamo il bambino o il ragazzo per ore e ore davanti al video game, siamo portati a pensare che presti un'attenzione continua al game; in realtà, quando si prende dimestichezza col controller e con le modalità di gioco, buona parte delle azioni di gioco si automatizzano e vengono svolte in modo riflesso, senza pensarci, con un livello di attenzione blanda e un livello d'impegno neurocognitivo ancor più basso; è come quando impariamo a guidare l'automobile; dopo un po di pratica la maggior parte delle azioni si automatizza, e ben presto ci accorgiamo di poter parlare al telefono anche di cose difficili, pur continuando a guidare in mezzo al traffico. Nei video game tradizionali i momenti di disattenzione (che senza EEG non possono essere rilevati) non producono un peggioramento significativo della performance di gioco: il bambino o l'adolescente neanche si accorge delle sue distrazioni mentre gioca e, guarda caso, il giocare ore e ore per mesi ed anni, non produce nessun miglioramento sul piano attentivo, mentre i neurofeedback game producono risultati importanti in poche ore. 
  • attenzione eteroguidata e distraibilità - nei compiti di scuola l'attenzione è volontariamente direzionata sugli elementi del compito, ciò che aumenta l'impegno necessario per svolgerlo; nei video game tradizionali invece l'attenzione è 'attirata' dalla salienza percettiva degli elementi del gioco: ossia non c'è controllo attentivo volontario che invece nei compiti scolastici è indispensabile (e più faticoso). E' facile spostare e mantenere l'attenzione su qualcosa che ci attira: altra cosa è fare attenzione prolungata in modo volontario e controllato su cose che non ci attirano o che addirittura ci annoiano. Nei neurofeedback game, invece, l'attenzione è mantenuta in modo controllato e volontario: ad esempio, se l'EEG mostra un calo di attenzione, il gioco si ferma, l'individuo si accorge di essersi distratto ed è obbligato a portare e mantenere volontariamente l'attenzione sul gioco, senza distrazioni, in un modo focalizzato molto impegnativo; non è un caso che protocolli di neurofeedback simili vengano usati per il potenziamento dell'attenzione (e altre abilità cognitive) di piloti militari o di linea, sportivi agonistici, attori e personaggi dello spettacolo, tecnici specializzati, medici chirurghi e manager di alto livello.

 

In sintesi, i video neurofeedback game, rispetto ai game tradizionali, richiedono un impegno attentivo focalizzato, continuo, volontario e controllato dal paziente grazie ai feedback forniti dall'EEG in tempo reale; questo produce un apprendimento che si traduce in un potenziamento stabile di una capacità attentiva che via via diviene più efficiente, consentendo all'individuo di usarla con maggiore facilità anche si compiti più noiosi, aumentando la sua 'resistenza' o tolleranza a concentrarsi sui libri (o su altre attività noiose) per periodi di tempo sempre più lunghi, migliorando le sue prestazioni scolastiche, sportive o lavorative.

Nel neurofeedback game (standard o in realtà virtuale), l'individuo, se vuole continuare a giocare, è 'costretto' a mantenere l'attenzione focalizzata in modo volontario e continuativo, senza distrazioni, per periodi prolungati, uno sforzo intenso che costituisce il nucleo dell'efficacia del neurofeedback e che rende il training molto impegnativo, impegno che richiede un elevato livello di motivazione, che noi potenziamo proprio sfruttando la piacevolezza dei giochi: se l'EEG rileva un calo dell'attenzione, il gioco si ferma (o viene dato qualche tipo di impedimento), mentre se l'EEG rileva un buon livello di attenzione il software da dei premi, ad esempio sotto forma di effetti grafici, suoni,  e punteggi che danno accesso ad altri livelli di gioco, personaggi, strumenti, ecc. (ricompense).

E' vero che si tratta di 'giochi', ma il training è estremamente impegnativo e, nella nostra esperienza, offre numerosi vantaggi in termini di motivazione, piacevolezza, rendimento, risultati e velocità di raggiungimento di questi ultimi.

 


Cosa fa il Neurofeedback?


 

Il neurofeedback è un vero e proprio allenamento intensivo dell’abilità neurocognitiva che definiamo “attenzione sostenuta e focalizzata e rilassata”: ad ogni seduta di allenamento neurocognitivo (training) il bambino/adolescente/adulto esercita il suo cervello a mantenere la sua attenzione attiva in modo continuativo, volontario e controllato per periodi prolungati.

Detto in parole semplici, stare attenti diventa un atto auto-guidato (e non guidato da fattori esterni, come il gioco alla Playstation) e, soprattutto, un atto cognitivo via via più facile da compiere e, quindi, applicabile con maggior facilità su tutti i compiti che richiedono attenzione sostenuta, anche quelli più noiosi ma necessari, come i compiti scolastici.

 


Efficacia del Neurofeedback: fattori determinanti


 

Il grado di efficacia e la durata del training di Neurofeedback nel trattamento dell’ADHD/ADD dipende dai seguenti fattori (interdipendenti):

 

  1. Competenze dello Psicologo: deve essere Psicofisiologo e specializzato in Neurofeedback (alias EEG-Biofeedback)
  2. Esperienza dello Psicofisiologo Neurofeedback therapist (occorrono molti anni di pratica su tanti pazienti)
  3. Motivazione del/la paziente (bambini/adolescenti/adulti)
  4. Tecnologie utilizzate e abilità nella loro gestione

 

Tutti questi fattori, primi fra tutti le competenze e l’esperienza dello Psicofisiologo Neurofeedback therapist, si traducono in un minor numero di sedute totali e anche in una minor durata delle singole sedute.

Quest’ultimo fattore ha un forte impatto sul successo del trattamento: sedute di neurofeedback troppo corte sono poco efficaci; sedute troppo lunghe finiscono con l’affaticare eccessivamente il bambino/ragazzo riducendone le prestazioni e con un impatto fortemente negativo sulla sua motivazione del paziente ad impegnarsi nelle singole sedute e a terminare il trattamento, interrompendolo e giocandosi questa opportunità terapeutica: è difficile infatti che dopo l’interruzione il bambino o il ragazzo riprenda lo stesso tipo di percorso, ad oggi l’unico percorribile senza l'uso dei farmaci, rispetto ai quali hanno la stessa efficacia ma con effetti che poi rimangono nel tempo.

 


Quanto costa un trattamento di Neurofeedback per ADHD/ADD?


Prima seduta di valutazione

Presso il nostro Centro, la prima seduta di valutazione ha una durata di circa 90 minuti. Nel corso della prima seduta si svolge il colloquio conoscitivo/valutativo acurato con gli Psicofisiologi del Centro e si effettuano le misurazioni EEG con gli strumenti del Neurofeedback per verificare la presenza di eventuali anomalie EEG correlate al problema riferito dal paziente e la loro significatività. Solo se l'anomalia rilevata è significativa, si procede con la definizione dei tipi di protocolli con cui iniziare il trattamento e si stabilisce il numero di sedute necessarie, le modalità di svolgimento delle stesse, le modalità di accesso al servizio sanitario e i costi per seduta o complessivi.

Il costo della prima seduta è di €90.00.

 

Sedute di training

Le sessioni o sedute di Neurofeedback durano in media 40 minuti; possono durare di più o di meno a seconda del grado di tolleranza individuale e a seconda dei risultati che il paziente raggiunge progressivamente. L'efficacia del neurofeedback dipende dall'elevato grado di personalizzazione dei protocolli. Il costo di una singola seduta di Neurofeedback varia in base alla durata, alle caratteristiche/complessità del trattamento, alle modalità di pianificazione ed eventualmente al reddito del nucleo familiare e va da €50.00 a €70.00.

Tutti i trattamenti di Neurofeedback presso il nostro Centro sono svolti esclusivamente da un'equipe di Psicofisiologi con lunga esperienza e un'alta formazione nel campo specifico del Neurofeedback e Biofeedback.

Il neurofeedback è una prestazione sanitaria detraibile ed è passata da alcune assicurazioni.

Commenti   

0 # Flaviana 2021-04-25 10:43
Buon giorno dottore, ho letto che il costo di una seduta vara da 50 a 70 euro. da cosa dipende?
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0 # Dr. Alessio Penzo 2021-05-29 09:14
Buona sera, dipende da diversi fattori, come la durata delle sedute, che dipende anche dalla gravità del problema; ad esempio l'iperattività, quando molto elevata, rallenta il training e allunga i tempi della seduta.
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0 # Marina 2021-04-15 18:13
Buona sera, sono la mamma di un bellissimo bambino con ADHD; il suo problema principale è l'attenzione perchè per il resto è un bambino molto educato e buono. Vorrei portarlo da voi ma vorrei sapere se il trattamento lo svolge il Dr. Penzo o la Dott.ssa Scalini, perché lui non si trova bene con le figure femminili.
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0 # Dr. Alessio Penzo 2021-04-17 21:42
Buona sera, il trattamento lo svolgiamo solitamente insieme, io e la Dott.ssa Scalini, ma nei rari casi in cui il bambino o la bambina mostra resistenze con l'una o l'altra figura, operiamo anche singolarmente.
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0 # Alessia 2021-04-05 21:58
Gentili dottori, ho una figlia di 10 anni a cui hanno disgnosticato l'ADHD quando aveva 5 anni. Ho letto del vostro metodo solo ora e lo trovo interessante ma vorrei sapere se avete anche giochi per bambine.
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0 # Dr. Alessio Penzo 2021-04-07 07:17
Buona sera, per superare diversi ostacoli dovuti alla scelta limitata dei video game neurofeedback guidati, negli ultimi anni abbiamo investito risorse notevoli per la ricerca e lo sviluppo di una nuova tecnologia che finalmente oggi ci consente di utilizzare qualsiasi tipo di videogame in commercio, oltre a quelli 'neurofeedback specifici" che usiamo da molti anni. Lo stesso vale sia per i game tradizionali che per i game e le esperienze in realtà virtuale introdotte più recentemente.

Ciò significa che presso il nostro centro i bambini e le bambine scelgono i giochi che più gli piacciono, compatibilmente con gli obiettivi del trattamento di neurofeedback. I giochi sono un mezzo e non il fine del trattamento.
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0 # Andrei 2021-04-01 18:04
Scusate, ma quanto costa il trattamento di neurofeedback con la realtà virtuale? Quante sedute occorrono? Mio figlio ha 9 anni ed ha l'ADHD.
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0 # Dr. Alessio Penzo 2021-04-02 10:23
Occorrono una ventina di sedute e il costo è lo stesso del neurofeedback senza l'uso di giochi VR.
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0 # anna 2021-03-28 10:02
Buon giorno, mio figlio ha un ADHD con una forte componente di iperattività non riuscendo a ster fermo neanche per un minuto specie nelle situazioni in cui si sente obbligato a star fermo. Il vostro trattamento richiede al bambino di stare fermo?
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0 # Dr. Alessio Penzo 2021-04-17 21:33
Buona sera, lo svolgimento del neurofeedback serve proprio ad insegnare al bambino a ridurre i suoi eccessivi movimenti, oltre che ad aumentare la sua concentrazione, cose interdipendenti. Naturalmente occorre utilizzare protocolli adatti al caso specifico. Il neurofeedback, affinché sia efficace, richiede elevatissimi livelli di personalizzazione dei protocolli 'standard'.
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0 # Valentina 2021-02-19 16:25
Scusate l'ignoranza, mio figlio ha 11 anni, ha l'ADHD e passa ore e ore davanti ai videogame. Cosa c'è di diverso nei giochi che fate fare voi? Grazie per l'attenzione.
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0 # Dr. Alessio Penzo 2021-02-20 08:18
In parole molto semplici i game neurofeedback guidati ('semplici' o in realtà virtuale) sono giochi che vengono svolti sotto il controllo dell'attività mentale del bambino.
Quando il bambino è realmente attento produce una particolare configurazione di segnali EEG; quando è disattento un altro tipo di configurazione. Lo stesso vale per l'iperattività.

Quindi, a seconda che il bambino sia attento o disattento, iperattivo o calmo, il sistema di neurofeedback lo rileva e lo psicofisiologo, tenendo conto di tali informazioni e del comportamento del bambino in tempo reale, modula un complesso sistema di incentivi e disincentivi finalizzati a potenziare la motivazione del bambino a impegnarsi sempre di più, ossia a stare sempre più concentrato e meno iperattivo. Questo allenamento neurocognitivo è intensivo e produce risultati eccellenti a patto che sia condotto da psicofisiologi con una lunga esperienza.
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0 # AnnaP 2021-01-22 13:40
Buona sera dottori, sono già stata presso un altro centro a Roma ma dopo poche sedute mio figlio non voleva più andare perché si annoiava e ad un certo punto non sono più riuscita a convincerlo ad andare. Però cominciava a stare meglio e a scuola era più attento per cui vorrei insistere. Un amico gli ha fatto provare la realtà virtuale ed è da un mese che mi stressa per comprargliela ma non lo voglio viziare. Vista l'esperienza precedente, vorrei sapere quanti giochi di realtà virtuale avete e di che tipo perchè mio figlio si stanca subito e gli piacciono solo alcuni tipi di gioco, quelli spaziali e le macchine. Vorrei anche sapere quante sedute occorrono. Grazie.
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0 # Dr. Alessio Penzo 2021-01-25 18:37
Buona sera, il problema che espone è un problema tipico. I bambini e gli adolescenti si stancano subito dei giochi e sono di gusti difficili, perché abituati ad una grande abbondanza e varietà di video game.

Per questa ragione negli ultimi anni abbiamo investito molto nella ricerca e nello sviluppo di un sistema proprietario che consentisse a qualsiasi bambino, bambina, adolescente e adulto di utilizzare qualsiasi tipo di gioco o di esperienza in realtà virtuale reperibile sul mercato, purché compatibili con gli obiettivi del trattamento, che, ricordiamolo, vede il gioco VR come un mezzo, non come un fine.
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0 # Stefano 2021-01-03 21:42
Salve, sono il padre di un bambino di 8 anni con ADHD con forte iperattività. Ho letto del vostro metodo e vorrei sapere se è efficace anche per l'iperattività o solo per l'attenzione.
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0 # Dr. Alessio Penzo 2021-01-04 19:44
Salve, per i bambini con un'importante componente di iperattività utilizziamo particolari protocolli di neurofeedback 'calibrati' su questo particolare aspetto comportamentale e neurocognitivo dell'ADHD.

In questi casi è inoltre imperativo l'uso combinato di video game e realtà virtuale neurofeedback guidata, alternati a compiti di tipo scolastico, per mantenere elevato l'interesse e la motivazione del bambino a condurre un training che, per funzionare bene, è molto impegnativo ed è ben tollerato se reso divertente e avvincente.
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0 # A.S. 2020-12-22 19:49
Salve mio figlio ha 14 anni e soffre di adhd sin da quando era piccolo. Abbiamo provato tutte le strade ma senza successo. Mio figlio ha grossi problemi di concentrazione quando deve studiare sia a casa che a scuola, ma per giocare starebbe per giorni interi senza staccarsi dal computer ed ora ho capito che il problema, come dite voi, sta nella sua tolleranza a svolgere compiti noiosi, perchè con i videogame l'attenzione ce l'ha eccome. Lui è appassionato di giochi spaziali e vorrei provare a portarlo da voi. Vorrei sapere se quante sedute occorrono a settimana, grazie.
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0 # Dr. Alessio Penzo 2020-12-23 19:54
Buona sera, di solito il trattamento dell'ADHD richiede una ventina di sedute, a volte poche di più, a volte poche di meno. Questo è possibile grazie all'uso di protocolli evoluti che fanno uso anche di game e realtà virtuale integrati al neurofeedback. Sino a non molti anni fa i protocolli 'tradizionali' erano sempre molto efficaci ma richiedevano un numero ben superiore di sedute (30-40 o più).
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0 # Massimo P. 2020-07-04 13:52
Gentili dottori vi scrivo per chiedervi un'opinione perchè ieri mio figlio ha avuto uno scatto di rabbia e ha messo le mani addosso alla madre. Sono molto preoccupato perché non vorrei che la cosa degenerasse di più. E' sempre più nervoso e non riusciamo più a controllarlo. E' possibile calmarlo con questo metodo?
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0 # Dr. Alessio Penzo 2020-07-06 17:03
L'episodio che ci riferisce non è assolutamente raro, specie in adolescenza. Non deve allarmarsi ma è sicuramente indispensabile che il ragazzo inizi un percorso di neurofeedback e svolga qualche colloquio di sostegno psicologico per aiutarlo a tirar fuori le problematiche che lo affliggono e aiutarlo ad elaborare e a uscire da questa fase un po tortuosa.

Tengo precisare che nella nostra esperienza i ragazzi e le (poche) ragazze con ADHD si sono sempre dimostrati ragazzi molto sensibili, intelligenti e creativi, quasi a 'compensazione' del deficit attentivo; la fase adolescenziale, in un contesto scolastico spesso ostile, può essere ancor più difficile per tali sensibilità e può essere indispensabile un supporto psicologico, meglio se breve e mirato.
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0 # Massimo 2020-04-17 21:56
Buongiormo, mio figlo ha 11 anni ed ha l'ADHD in forma moderata e va molto male a scuola. Ha un comportamento oppositivo soprattutto con me. Ho letto che il neurofeedback è efficace quanto i farmaci. Io non voglio dare farmaci a questa età anche perché ho sentito i genitori di altri bambini in condizioni simili che non hanno ottenuto risultati. Il mio problema è che ormai non riesco più a trascinarlo neanche dai medici: trovo la strategia di usare i giochi interessante. vorrei portarlo da voi ma non so come motivarlo. Potete mandarmi un esempio di giochi che usate in modo da vedere se riesco a convincerlo? Grazie.
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0 # Dr. Alessio Penzo 2020-04-19 11:10
Buona sera, da anni presso il nostro studio facciamo vedere ai bambini o ai ragazzi/e i giochi che usiamo per motivarli a iniziare il percorso con gioia. Quanto prima realizzeremo e pubblicheremo dei video.
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0 # Alessandra 2018-06-22 14:05
Buon giorno, quante sedute a settimana si devono fare per un bambino con adhd di 8 anni?
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0 # Dr. Alessio Penzo 2018-06-24 12:30
Occorrono di solito circa 20 sedute.
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+1 # Silvano 2018-03-11 12:08
Dove posso trovare una lista delle ricerche che citate?
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0 # Dr. Alessio Penzo 2018-03-13 20:36
Può trovare tutti gli studi scientifici sul neurofeedback per l'ADHD andando nel sito di riferimento di tutto il mondo scientifico che si chiama PubMed, un motore di ricerca specializzato negli studi scientifici in ambito medico e psicologico. Basta mettere nel campo di ricerca le parole chiave desiderate, come "neurofeedback ADHD" per avere la lista di tutti gli studi condotti su quell'argomento specifico.
Il primo e storico studio scientifico sull'efficacia del neurofeedback in ciò che oggi chiamiamo ADHD è quello di Lubar & Shouse e risale al 1976. Da allora ne sono stati pubblicati diverse centinaia.
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0 # Marta 2017-05-15 09:08
scusate, lavorate anche di Domenica?
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0 # Dr. Alessio Penzo 2017-05-17 21:36
Spiacente, il centro è aperto dal Lunedì al Sabato.
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0 # Emma N. 2017-04-01 22:11
Buona sera gentilissimi, sono una studentessa in psicologia e vorrei sapere se posso svolgere il tirocinio postlauream presso il vostro centro. Cordiali saluti.
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0 # Dr. Alessio Penzo 2017-04-03 13:32
Buona sera, attualmente non svolgiamo questo tipo di formazione.
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0 # Silvana 2016-04-16 10:06
Salve Dottore, ho 20 anni ho iniziato da un anno l'università ma negli ultimi mesi trovo grande difficoltà a concentrarmi nello studio. Ho letto che il neurofeedback si usa anche per potenziare la concentrazione di atleti e militari ecc. Vorrei sapere se questo vale nel caso mio ossia nella concentrazione che serve per studiare anche se non ho l'ADHD.
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0 # Dr. Alessio Penzo 2016-04-19 21:12
Salve, il neurofeedback per il potenziamento dell'attenzione funziona in tutti i casi in cui si vuole migliorare le prestazioni attentive, compreso il caso da lei descritto.
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