Brain Map e Neurofeedback per l'Insonnia
L'insonnia è un Disturbo del sonno che può manifestarsi in maniera episodica o cronica. Uno sudio recente riporta una stima complessiva di prevalenza dell’insonnia del 12,4% nella popolazione mondiale (van Straten et al., 2025).
Insonnia episodica
Secondo i criteri diagnostici internazionali (DSM-5-TR), l’insonnia episodica è caratterizzata da:
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difficoltà ad addormentarsi,
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difficoltà a mantenere il sonno,
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risvegli precoci,
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sonno percepito come non ristoratore
con durata inferiore a 3 mesi, spesso in relazione a: eventi stressanti, cambiamenti ambientali, malattie acute, jet lag o alterazioni dei ritmi biologici (ad esempio turni lavorativi notturni).
Questo tipo di insonnia è generalmente transitoria e legata a fattori precipitanti identificabili.
Insonnia cronica
L’insonnia diventa cronica quando i sintomi:
persistono per più di 3 mesi,
si presentano più di 3 notti a settimana,
causano disagio clinicamente significativo o compromissione funzionale.
Possibili cause di insonnia
Il modello di Spielman (Spielman, A. J., Caruso, L. S., & Glovinsky, P. B., 1987). rimane uno dei riferimenti principali per spiegare le cause possibili dell'insonnia, che sono principalmente suddivise in 3 categorie, da cui il nome Modello delle 3 P:
1. Fattori Predisponenti, cioè fattori che rendono una persona più vulnerabile all'insonnia:
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Iperreattività allo stress
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Tratti ansiosi
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Elevata ruminazione
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Vulnerabilità neurobiologica
2. Fattori Precipitanti
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Stress acuto
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Eventi traumatici
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Malattie
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Cambiamenti di vita
3. Fattori Perpetuanti:
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Condizionamento letto-veglia
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Paura di non dormire
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Monitoraggio ossessivo del sonno
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Comportamenti disfunzionali (sonnellini diurni, uso eccessivo di schermi ecc.)
L’insonnia cronica è sostenuta soprattutto dai fattori perpetuanti, che contribuiscono a mantenere nel tempo la condizione psicofisiologica che facilita l'insonnia.
Meccanismi neurobiologici
La letteratura attuale (ad es. Carpi & Liguori, 2025) converge sull’idea che l’insonnia cronica sia legata ad uno stato di iperattivazione persistente (Iperarousal), cioè uno stato caratterizzato da:
Aumento dell’attività del sistema nervoso simpatico
Livello di Cortisolo serale elevato
Attivazione metabolica cerebrale aumentata
Attività EEG ad alta frequenza aumentata durante il sonno
In particolare, studi polisonnografici ed EEG quantitativi nei pazienti con insonnia cronica mostrano: aumento di beta e high-beta durante la fase di sonno Non REM, riduzione della stabilità dei fusi del sonno, incremento di micro-risvegli, alterazioni di coerenza frontale.
Alcuni soggetti mostrano anche: instabilità delle onde delta in veglia, disorganizzazione cross-frequency, aumento del rapporto theta/beta durante la veglia, con fatica mentale.
Questi dati suggeriscono una dissociazione tra percezione soggettiva e parametri oggettivi, che è legata ad una disregolazione delle reti cerebrali.
Le reti cerebrali coinvolte includono:
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Default Mode Network (ruminazione)
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Salience Network (iper-monitoraggio)
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Executive Network (iper-controllo cognitivo)
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Circuiti talamo-corticali (stabilità del sonno)
Meccanismi cognitivi
Accanto ai meccanismi neurobiologici, ci sono anche i meccanismi psicologici, particolarmente importanti per il mantenimento dell'insonnia, che includono:
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Ruminazione notturna (pensieri attivanti e spesso ripetitivi)
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Monitoraggio interno eccessivo
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Catastrofizzazione (“domani non funzionerò”)
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Ansia anticipatoria
Questi meccanismi generano un circolo vizioso, da cui è difficile uscire da soli: paura → attivazione → difficoltà di sonno → ulteriore paura.
I metodi di trattamento per l'insonnia sono sia farmacologici che comportamentali (includono psicoterapia, igiene del sonno, tecniche di rilassamento, biofeedback, mindfullness ecc)
il neurofeedback (QEEG guidato) è un intervento non farmacologico utilizzato per l'insonnia che mira a migliorare l’autoregolazione delle funzioni cerebrali. Si tratta di un metodo di autoregolazione cerebrale assistita che utilizza tecnologie avanzate per stimolare un apprendimento inconscio del cervello.
Attraverso una mappa EEG personalizzata (Brain map), il sistema rileva in tempo reale l’attività elettrica cerebrale e fornisce un feedback immediato – come un suono, un’immagine o un cambiamento sullo schermo – ogni volta che il cervello si muove verso schemi più equilibrati e funzionali.
In questo modo, il cervello modifica automaticamente il proprio modo di funzionare, correggendo gradualmente le anomalie funzionali che possono contribuire a specifici disturbi o condizioni.
Gli effetti del neurofeedback consistono nel normalizzare le aree cerebrali disfunzionali e nel migliorare i sintomi associati, favorendo un riequilibrio duraturo delle reti neuronali coinvolte.
Brain Map e Insonnia
Il brain mapping (o mappatura cerebrale) è un’analisi del funzionamento elettrico del cervello ottenuta con un elettroencefalogramma quantitativo (qEEG). Si registrano per alcuni minuti le onde cerebrali in uno stato di riposo, a occhi aperti e chiusi, e si confrontano con un database normativo di riferimento. In questo modo è possibile vedere (in una mappa cerebrale) come comunicano tra loro le diverse aree del cervello e se ci sono zone che lavorano troppo o troppo poco.
Nel caso dell'insonnia la brain map può mostrare un’eccessiva instabilità o iperattivazione in alcune aree corticali. Durante il training, il neurofeedback rinforza in modo mirato l’attività più stabile e armoniosa di quelle aree, aiutando il cervello a ridurre i sintomi associati all'insonnia nel tempo.
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