Neurofeedback e Peak Performance nello Sport


Nello sport di alto livello, quando la preparazione tecnica e fisica è già molto sviluppata, la differenza tra una buona prestazione e una prestazione eccellente può dipendere dalla capacità dell’atleta di mantenere:

  1. concentrazione
  2. precisione
  3. controllo dell’attivazione e stabilità emotiva anche nelle situazioni di maggiore pressione.

È proprio su questi aspetti che il neurofeedback viene utilizzato da anni e con successo. Attraverso il feedback in tempo reale dell’attività EEG, l’atleta viene allenato a modificare alcuni parametri dell’attività cerebrale associati agli stati attentivi e alla preparazione della risposta motoria.

Le evidenze più interessanti provengono dagli sport di precisione, nei quali anche piccole variazioni dell’attenzione o del controllo motorio possono influenzare direttamente il risultato.

Uno degli studi più significativi è quello di Cheng et al. (2015), condotto su golfisti di livello pre-élite. Dopo otto sessioni di neurofeedback finalizzate all’aumento del ritmo sensori-motorio (SMR), gli atleti mostrarono non soltanto un incremento dell’attività SMR durante la preparazione del movimento, ma anche una maggiore precisione nel putting rispetto al gruppo di controllo.

Il golf continua a essere uno degli ambiti maggiormente studiati. Una ricerca successiva ha mostrato che anche una singola sessione di training SMR poteva aumentare l’attività della banda allenata e migliorare la prestazione nel putting in golfisti professionisti.

Risultati interessanti erano emersi già nei primi studi sul tiro con l’arco. Landers e collaboratori studiarono 24 arcieri pre-élite assegnandoli a differenti condizioni di EEG-biofeedback. I risultati mostrarono che modificare nella direzione prevista alcuni pattern di attività corticale poteva influenzare la prestazione, fornendo una delle prime dimostrazioni sperimentali dell'applicazione del neurofeedback alla performance sportiva.

Anche negli sport di tiro le ricerche EEG mostrano che le prestazioni migliori sono associate a particolari modalità di preparazione cerebrale. Uno studio su 35 tiratori altamente qualificati ha rilevato, ad esempio, una maggiore attività SMR prima della pressione del grilletto nei tiratori che ottenevano le prestazioni migliori. Questi risultati contribuiscono a spiegare perché proprio l’SMR sia diventato uno dei principali obiettivi dei protocolli di neurofeedback negli sport di precisione.

Nel complesso, le evidenze disponibili sono molto positive. Una revisione sistematica del 2024 ha riportato miglioramenti in diversi ambiti, tra cui abilità tecniche, punteggi sportivi, attenzione, concentrazione, tempi di reazione e autoregolazione.

Ancora più significativo è il risultato della meta-analisi di Yu et al. (2025): analizzando 21 studi utilizzabili quantitativamente, gli autori hanno rilevato un effetto positivo significativo del neurofeedback sulla performance motoria sportiva.

Nel calcio è stato studiato anche il neurofeedback EEG. Van Boxtel et al. (2024) hanno applicato un training dell’attività alpha a calciatori d’élite ottenendo un aumento del 34% dell’attività alpha allenata e miglioramenti in compiti di task switching e rotazione mentale, oltre che in alcune misure soggettive di controllo e flow. Si tratta soprattutto di effetti cognitivi rilevanti per la prestazione, più che della dimostrazione diretta di un aumento dei gol o della qualità tecnica di gioco.

Il neurofeedback non sostituisce naturalmente l’allenamento tecnico o atletico. Il suo ruolo nella Peak Performance è quello di lavorare su un altro livello: allenare il cervello a raggiungere e mantenere più efficacemente lo stato funzionale richiesto dalla prestazione, riducendo le interferenze e favorendo concentrazione, controllo motorio e autoregolazione.

Per questo motivo il suo impiego appare particolarmente interessante non soltanto nel golf, nel tiro a segno, nel tiro con l’arco e nel calcio, ma più in generale in tutte quelle discipline nelle quali pochi secondi di controllo attentivo e motorio possono determinare la differenza tra una prestazione ordinaria e una prestazione di eccellenza.


Biofeedback e Peak Performance nello Sport


Accanto al neurofeedback, anche altri tipi di biofeedback vengono utilizzati con successo nella Peak Performance sportiva. In questo caso l’atleta impara a controllare alcuni parametri fisiologici, come frequenza cardiaca, variabilità della frequenza cardiaca (HRV), respirazione e tensione muscolare. L’obiettivo è migliorare la capacità di regolare l’attivazione dell’organismo, recuperare più rapidamente dallo stress e mantenere uno stato psicofisiologico favorevole alla prestazione.

Particolarmente studiato è l’HRV-Biofeedback, nel quale la respirazione viene regolata utilizzando come feedback le variazioni del ritmo cardiaco. Le revisioni scientifiche mostrano che questo tipo di training può migliorare l’autoregolazione psicofisiologica degli atleti e, in diversi studi, anche aspetti direttamente collegati alla prestazione. Una revisione sistematica ha rilevato miglioramenti delle variabili psicofisiologiche associate alla performance nella maggior parte degli studi esaminati, mentre una successiva revisione limitata agli studi randomizzati ha confermato risultati promettenti, pur evidenziando la necessità di ulteriori ricerche.

Un esempio particolarmente chiaro viene dal basket: Göçmen et al. (2023), confrontando giocatori sottoposti per dieci settimane a HRV-Biofeedback più allenamento con giocatori che svolgevano soltanto l’allenamento sportivo, hanno rilevato nel primo gruppo un miglioramento dei tiri liberi, oltre a modificazioni favorevoli dell’HRV e della respirazione.

Anche nel calcio sono stati ottenuti risultati interessanti. Rijken et al. (2016) hanno applicato a calciatori professionisti un programma di mental coaching associato a HRV-Biofeedback quotidiano, rilevando modificazioni di parametri psicofisiologici e di variabili soggettive relative a stress, recupero e prestazione. Un altro studio, condotto su 20 calciatori di Serie A, ha utilizzato un sistema integrato di biofeedback autonomico e ha riscontrato miglioramenti nella capacità di recupero dopo lo stress, nell’attenzione visiva selettiva e negli indicatori utilizzati per la prevenzione degli infortuni rispetto al gruppo di controllo.

Più recentemente, uno studio su 24 calciatori ha confrontato dieci sessioni di HRV-Biofeedback associate all’allenamento calcistico con il solo allenamento. Il training ha prodotto modificazioni dei parametri HRV durante il recupero successivo a una prova aerobica, suggerendo un possibile ruolo del biofeedback anche nella regolazione autonomica post-esercizio.

Nel calcio è stato studiato anche il neurofeedback EEG. Van Boxtel et al. (2024) hanno applicato un training dell’attività alpha a calciatori d’élite ottenendo un aumento del 34% dell’attività alpha allenata e miglioramenti in compiti di task switching e rotazione mentale, oltre che in alcune misure soggettive di controllo e flow. Si tratta soprattutto di effetti cognitivi rilevanti per la prestazione, più che della dimostrazione diretta di un aumento dei gol o della qualità tecnica di gioco.

Il tennis rappresenta un altro ambito interessante per il biofeedback, perché richiede contemporaneamente rapidità decisionale, attenzione prolungata e capacità di controllare l’attivazione emotiva durante i momenti decisivi dell’incontro. Makaracı et al. (2024) hanno studiato tennisti di livello internazionale sottoposti a dieci sessioni di biofeedback multimodale nell’arco di quattro settimane. Rispetto al gruppo di controllo, gli atleti sottoposti al training mostrarono una riduzione dell’ansia di stato e miglioramenti delle prestazioni cognitive, oltre a cambiamenti di alcuni parametri fisiologici. Gli autori considerano i risultati preliminari, ma indicativi di un possibile impiego del biofeedback nella preparazione psicofisiologica del tennista.

Nel complesso, biofeedback e neurofeedback possono quindi essere considerati due strumenti complementari di autoregolazione. Il biofeedback interviene soprattutto sulla componente autonomica e fisiologica della prestazione — respirazione, attività cardiaca, risposta allo stress e recupero — mentre il neurofeedback interviene direttamente sull’attività EEG, con l’obiettivo di favorire stati cerebrali associati a concentrazione, controllo attentivo e maggiore efficienza psicomotoria.

La loro applicazione appare particolarmente interessante negli sport nei quali la prestazione dipende dalla capacità di mantenere un equilibrio molto preciso tra attivazione, concentrazione e controllo del gesto, come golf, tiro, tennis, calcio e basket. Le evidenze disponibili sono complessivamente promettenti, ma la qualità e la quantità degli studi variano considerevolmente tra le diverse discipline e non consentono ancora di considerare tutti i protocolli ugualmente validati.


Studi scientifici


Neurofeedback – studi sperimentali e applicativi

Cheng, M. Y., Huang, C. J., Chang, Y. K., Koester, D., Schack, T., & Hung, T. M. (2015). Sensorimotor rhythm neurofeedback enhances golf putting performance. Journal of Sport & Exercise Psychology, 37(6), 626–636. doi:10.1123/jsep.2015-0166.

Landers, D. M., Petruzzello, S. J., Salazar, W., Crews, D. J., Kubitz, K. A., Gannon, T. L., & Han, M. (1991). The influence of electrocortical biofeedback on performance in pre-elite archers. Medicine & Science in Sports & Exercise, 23(1), 123–129.

Graczyk, M., Pąchalska, M., Ziółkowski, A., et al. (2014). Neurofeedback training for peak performance. Annals of Agricultural and Environmental Medicine, 21(4), 871–875. doi:10.5604/12321966.1129950.

Mikicin, M., Orzechowski, G., Jurewicz, K., Paluch, K., Kowalczyk, M., & Wróbel, A. (2015). Brain-training for physical performance: A study of EEG-neurofeedback and alpha relaxation training in athletes. Acta Neurobiologiae Experimentalis, 75(4), 434–445.

Mikicin, M., Mróz, A., Karczewska-Lindinger, M., Malinowska, K., Mastalerz, A., & Kowalczyk, M. (2020). Effect of the neurofeedback-EEG training during physical exercise on the range of mental work performance and individual physiological parameters in swimmers. Applied Psychophysiology and Biofeedback, 45, 49–55. doi:10.1007/s10484-020-09456-1.

Christie, S., Bertollo, M., & Werthner, P. (2020). The effect of an integrated neurofeedback and biofeedback training intervention on ice hockey shooting performance. Journal of Sport & Exercise Psychology, 42(1), 34–47. doi:10.1123/jsep.2018-0278.

Domingos, C., Peralta, M., Prazeres, P., Nan, W., Rosa, A., & Pereira, J. G. (2021). Session frequency matters in neurofeedback training of athletes. Applied Psychophysiology and Biofeedback, 46(2), 195–204. doi:10.1007/s10484-021-09505-3.

Chen, T. T., Wang, K. P., Chang, W. H., Kao, C. W., & Hung, T. M. (2022). Effects of the function-specific instruction approach to neurofeedback training on frontal midline theta waves and golf putting performance. Psychology of Sport and Exercise, 61, 102211. doi:10.1016/j.psychsport.2022.102211.

Wang, K. P., Frank, C., Hung, T. M., & Schack, T. (2023). Neurofeedback training: Decreases in Mu rhythm lead to improved motor performance in complex visuomotor skills. Current Psychology, 42, 20860–20871. doi:10.1007/s12144-022-03190-z.

Wang, K. P., Cheng, M. Y., Elbanna, H., & Schack, T. (2023). A new EEG neurofeedback training approach in sports: The effects of function-specific instruction of Mu rhythm and visuomotor skill performance. Frontiers in Psychology, 14, 1273186. doi:10.3389/fpsyg.2023.1273186.

Wu, J. H., et al. (2024). Effect of a single session of sensorimotor rhythm neurofeedback training on the putting performance of professional golfers. Scandinavian Journal of Medicine & Science in Sports, 34, e14540. doi:10.1111/sms.14540.

Wu, J. H., Tu, Y. C., Chang, C. Y., Chueh, T. Y., Gentili, R. J., Hatfield, B. D., et al. (2024). A single session of sensorimotor rhythm neurofeedback enhances long-game performance in professional golfers. Biological Psychology, 192, 108844. doi:10.1016/j.biopsycho.2024.108844.

Van Boxtel, G. J. M., Denissen, A. J. J. M., de Groot, J. A., Neleman, M. S., Vellema, J., & Hart de Ruijter, E. M. (2024). Alpha neurofeedback training in elite soccer players trained in groups. Applied Psychophysiology and Biofeedback, 49, 589–602. doi:10.1007/s10484-024-09654-1.

Lo, L. C., Hatfield, B. D., Janjigian, K., Wang, Y. S., Fong, D. Y., & Hung, T. M. (2025). The effect of left temporal EEG neurofeedback training on cerebral cortical activity and precision cognitive-motor performance. Research Quarterly for Exercise and Sport, 96(3), 486–496. doi:10.1080/02701367.2024.2441149.

Biofeedback e HRV-Biofeedback – studi sugli atleti

Paul, M., & Garg, K. (2012). The effect of heart rate variability biofeedback on performance psychology of basketball players. Applied Psychophysiology and Biofeedback, 37(2), 131–144. doi:10.1007/s10484-012-9185-2.

Paul, M., Garg, K., & Sandhu, J. S. (2012). Role of biofeedback in optimizing psychomotor performance in sports. Asian Journal of Sports Medicine, 3(1), 29–40. doi:10.5812/asjsm.34722.

Pusenjak, N., Grad, A., Tušak, M., Leskovsek, M., & Schwarzlin, R. (2015). Can biofeedback training of psychophysiological responses enhance athletes' sport performance? A practitioner's perspective. The Physician and Sportsmedicine, 43(3). doi:10.1080/00913847.2015.1069169.

Dziembowska, I., Izdebski, P., Rasmus, A., Brudny, J., et al. (2016). Effects of heart rate variability biofeedback on EEG alpha asymmetry and anxiety symptoms in male athletes: A pilot study. Applied Psychophysiology and Biofeedback, 41(2), 141–150. doi:10.1007/s10484-015-9319-4.

Rijken, N. H., Soer, R., de Maar, E., Prins, H., Teeuw, W. B., Peuscher, J., & Oosterveld, F. G. J. (2016). Increasing performance of professional soccer players and elite track and field athletes with peak performance training and biofeedback: A pilot study. Applied Psychophysiology and Biofeedback, 41, 421–430. doi:10.1007/s10484-016-9344-y.

Rusciano, A., Corradini, G., & Stoianov, I. (2017). Neuroplus biofeedback improves attention, resilience, and injury prevention in elite soccer players. Psychophysiology, 54(6), 916–926. doi:10.1111/psyp.12847.

Shokri, A., & Nosratabadi, M. (2021). Comparison of biofeedback and combined interventions on athlete's performance. Applied Psychophysiology and Biofeedback, 46(3), 227–234. doi:10.1007/s10484-020-09498-5.

Göçmen, R., Aktop, A., Pınar, Y., Toktaş, N., & Jandačková, V. K. (2023). The effect of heart rate variability biofeedback on basketball performance tests. Applied Psychophysiology and Biofeedback, 48(4), 461–470. doi:10.1007/s10484-023-09600-7.

Makaracı, M., Makaracı, Y., Zorba, E., & Lautenbach, F. (2024). Effects of ten biofeedback sessions on athletes' physiological, psychological, and cognitive functioning: A randomized controlled trial with international tennis players. Perceptual and Motor Skills, 131(5), 1664–1686. doi:10.1177/00315125241274834.

Toloraya, N., Kovaleva, A., Belousov, I., & Andreeva, A. (2026). One-week home-based HRV biofeedback with supervised sessions versus passive relaxation: Effects on autonomic, sensorimotor functions and kata performance in Eastern martial arts athletes. Sports, 14(2), 51.

Revisioni sistematiche e meta-analisi

Mirifar, A., Beckmann, J., & Ehrlenspiel, F. (2017). Neurofeedback as supplementary training for optimizing athletes' performance: A systematic review with implications for future research. Neuroscience & Biobehavioral Reviews, 75, 419–432. doi:10.1016/j.neubiorev.2017.02.005.

Morgan, S. J., & Molina Mora, J. A. (2017). Effect of heart rate variability biofeedback on sport performance: A systematic review. Applied Psychophysiology and Biofeedback, 42(3), 235–245. doi:10.1007/s10484-017-9364-2.

Xiang, M. Q., Hou, X. H., Liao, B. G., Liao, J. W., & Hu, M. (2018). The effect of neurofeedback training for sport performance in athletes: A meta-analysis. Psychology of Sport and Exercise, 36, 114–122. doi:10.1016/j.psychsport.2018.02.004.

Pagaduan, J. C., Chen, Y. S., Fell, J. W., & Wu, S. S. X. (2020). Can heart rate variability biofeedback improve athletic performance? A systematic review. Journal of Human Kinetics, 73, 103–114. doi:10.2478/hukin-2020-0004.

de Brito, M. A., et al. (2022). The effect of neurofeedback on the reaction time and cognitive performance of athletes: A systematic review and meta-analysis. Frontiers in Human Neuroscience, 16, 868450.

Onagawa, R., Muraoka, Y., Hagura, N., & Takemi, M. (2023). An investigation of the effectiveness of neurofeedback training on motor performance in healthy adults: A systematic review and meta-analysis. NeuroImage, 270, 120000. doi:10.1016/j.neuroimage.2023.120000.

Tosti, B., et al. (2024). Neurofeedback training protocols in sports: A systematic review. Brain Sciences, 14(10), 1036.

Yu, C. L., Cheng, M. Y., An, X., Chueh, T. Y., Wu, J. H., Wang, K. P., & Hung, T. M. (2025). The effect of EEG neurofeedback training on sport performance: A systematic review and meta-analysis. Scandinavian Journal of Medicine & Science in Sports, 35(5), e70055. doi:10.1111/sms.70055.

Zhang, X., Chang, Z., Zhao, S., & Ning, Z. (2025). The effects of biofeedback training on athletes' mental health and performance: A systematic review and Bayesian meta-analysis. Frontiers in Psychology, 16, 1662868.

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