Neurofeedback per la Depressione. Costi, durata e metodo.


La Depressione è una condizione invalidante in grado di rendere in varia misura la persona passiva, apatica, priva di interessi, demotivata e priva dell'energia psicofisica necessaria a renderla capace di affrontare adeguatamente non solo gli eventi stressanti della vita, ma anche quelli che, in condizioni normali, non sono percepiti come stressanti. 

Spesso la persona depressa cade in una condizione esistenziale di stasi negativa dalla quale non riesce ad uscire, anche a causa della mancanza dell'energia e della motivazione necessarie a determinare un cambiamento nella direzione desiderata; in questi casi è indispensabile chiedere un aiuto esterno che sostenga lo svolgimento di attività finalizzate ad aiutare l'individuo ad uscire da quella situazione di stasi negativa. 

Una di queste attività è il neurofeedback, dimostratosi efficace nel trattamento non farmacologico della depressione, anche nei casi refrattari ad altri tipi di trattamento. Presso il nostro centro abbiamo potuto anche verificare che spesso il neurofeedback determina uno "sblocco" del paziente che mano a mano diviene anche più propenso ad indagare le cause psicologiche e situazionali del suo stato depressivo, ciò che costituisce un'attività facoltativa ma consigliata anche perché inclusa nel trattamento di neurofeedback e  senza costi aggiuntivi

Lo stato depressivo può interessare un periodo limitato della vita, magari come forma reattiva ad eventi stressanti come lutti, separazioni o fasi di passaggio dell'esistenza piuttosto difficili come il passaggio dall'adolescenza all'età adulta o il pensionamento.

In altri casi può essere una patologia vera e propria, come nel caso del Disturbo Depressivo Maggiore e del Disturbo Bipolare.

Vediamo quali sono nello specifico i sintomi della depressione e quali aree del funzionamento individuale interessano:

 

Depressione e Sintomi nell'area emotivo-affettiva

  • Vissuto di pena, abbattimento, oppressione, tristezza, malinconia.
  • Sentimenti di colpa.
  • Senso di mancanza di sentimenti (distacco affettivo, estraneamento).
  • Percezione del tempo: senso di interruzione del proprio divenire, il presente diventa stagnante e il passato pesa in modo opprimente sul presente; incapacità di vedere il futuro come sede delle proprie aspirazioni.
  • Vissuto corporeo: corpo percepito come pesante, oppresso, malato, devitalizzato.

Depressione e Sintomi comportamentali

  • Rallentamento dei processi psichici.
  • Rallentamento motorio, con andatura stanca e lenta.
  • Mimica scarsa e poco vivace, spesso fissata in un’espressione tragica.

Depressione e Sintomi cognitivi

  • Pensiero rallentato e povero.
  • Diminuzione della capacità di concentrazione.
  • Autosvalutazione e ipercritica verso di sé.
  • Presenza di temi depressivi e ripetitivi, difficilmente contrastabili con la critica.
  • Nei casi più gravi presenza di deliri di colpa, indegnità e ipocondriaci.

Depressione e Sintomi fisici (spesso gli unici ad essere riferiti dai pazienti)

  • Anoressia e perdita di peso.
  • Stipsi.
  • Disturbi del sonno (insonnia o ipersonnia).
  • Astenia (senso di debolezza e mancanza di forze).
  • Calo del desiderio sessuale.

 


Le Cause della Depressione


La depressione è innanzi tutto una condizione che investe la sfera psicologica, laddove per psiche s'intende non solo il suo aspetto fenomenico (pensieri, emozioni, percezioni, ecc.) ma anche il suo substrato biologico.

La nostra psiche è il nostro cervello. La depressione dunque è definibile come uno stato psicobiologico che può essere indotto da diversi fattori che si intrecciano fra loro:

  • Fattori genetici: è stato osservato che la depressione è più comune in individui che, nella loro famiglia biologica, hanno altri casi di depressione. La ricerca genetica sta tentando di trovare i geni che possono avere un ruolo nell’insorgenza della depressione. Questi fattori genetici possono esprimersi anche in alcune alterazioni strutturali del cervello osservate e in una maggiore predisposizione a sviluppare anomalie a livello di dei vari sistemi di trasmissione nervosa implicati nella depressione, come il sistema noradrenergico e il sistema serotoninergico.
  • Stile Cognitivo: la depressione dipende molto dal proprio stile cognitivo e cioè dal modo in cui abitualmente tendiamo ad interpretare la realtà e a selezionare i pensieri che prevalentemente occupano la nostra mente. Si tratta di abitudini acquisite soprattutto attraverso l'educazione e le esperienze di vita intra ed extra familiari: sebbene infatti anche in questo caso la genetica ci fornisca una certa predisposizione a sviluppare un determinato stile cognitivo, dall'altra l'ambiente svolge un ruolo determinante nella misura in cui tale genetica si esprimerà: a seconda dell'ambiente in cui cresciamo e viviamo tale componente potrà esprimersi lungo un continuum che va da un valore minimo ad un valore massimo, a seconda di quanto l'ambiente sia facilitante l'esprimersi di quella genetica.
  • Fattori ambientali - come già visto grande importanza riveste l'ambiente in cui l'individuo si sviluppa e vive. L'ambiente può influenzare non solo il modo in cui ci strutturiamo a livello cognitivo ed affettivo ma anche il presente in quanto tale: ad esempio un ambiente familiare o lavorativo difficile può indurre o facilitare l'insorgere di uno stato depressivo. 
  • Traumi infantili: sempre tra i fattori ambientali troviamo gli eventi traumatici verificatisi nell’infanzia, come abusi sessuali o la perdita di un genitore, possono determinare cambiamenti permanenti nel cervello, che rendono l’individuo più sensibile a sviluppare la depressione.
  • Eventi stressanti: eventi come la morte o la perdita di una persona cara, problemi finanziari o elevato stress possono, in alcuni individui predisposti, innescare la depressione.
  • Fattori ormonali: è stato ipotizzato che alcuni cambiamenti nell’equilibrio ormonale del corpo siano in grado di causare o innescare la depressione. I cambiamenti ormonali possono derivare da problemi alla tiroide, menopausa o da innumerevoli altre condizioni. In questo caso però i cambiamenti ormonali potrebbero essere anche solo una conseguenza di altri cambiamenti nel delicato equilibrio psicofisiologico.

E' bene sottolineare come la componente ambientale e i fattori psicologici svolgano un ruolo almeno pari a quello dei fattori genetici nell'insorgenza della depressione; è per questa ragione che, se da una parte non è ancora possibile agire sulla genetica, dall'altra è possibile agire efficacemente sia sulla componente ambientale che sulla componente cognitiva, attraverso un buon intervento di tipo psicofisiologico come il neurofeedback.

 


Il Neurofeedback per la depressione


L'attività cerebrale produce onde elettriche rilevabili sullo scalpo nella forma di onde EEG (elettroencefalografiche): esistono diversi tipi di onde EEG come le onde gamma, beta, alpha, theta e delta

Condizioni patologiche come la depressione,  l’ADHD, i disturbi dell'apprendimento, il Disturbo da Stress Post Traumatico, l'emicrania, l’epilessia, e l’ansia sono associate a specifiche alterazioni di queste onde cerebrali che riflettono alterazioni dell’attività elettrica cerebrale (onde EEG) generate dalle alterazioni funzionali delle reti neuronali coinvolte nelle funzioni alterate.

Il Neurofeedback (o EEG-Biofeedback) è un vero e proprio allenamento (training) del cervello mediante il quale l’individuo, grazie al feedback immediato fornito dalla strumentazione utilizzata (filmati, immagini, grafici), impara a controllare/modificare volontariamente la propria attività elettrica cerebrale e a correggere/normalizzare le alterazioni cerebrali e gli stati patologici ad essa associati.

Per quanto riguarda la depressione numerosi studi, riassunti da Davidson (1992, 1995, 1998a), hanno dimostrato quanto segue:

  • La regione cerebrale sinistra è maggiormente associata ad emozioni e memorie positive
  • La regione cerebrale destra  è maggiormente associata ad emozioni e memorie negative

A livello neurofisiologico è stato dimostrato che gli individui depressi, rispetto ai non depressi, presentano un'attività elttroencefalografica alfa (8-13 Hz) basale più elevata nelle regioni frontali dell'emisfero sinistro rispetto alle regioni frontali dell'emisfero destro (Henriques and Davidson 1990; 1991; Davidson et al. 2002; Coan & Allen 2004; Herrington et al. 2010; Stewart et al. 2011).

Poiché l'attività alfa è associata ad un minor livello di attivazione corticale, la presenza di una maggiore quantità di attività alfa nelle regioni frontali dell'emisfero sinistro rispetto alle regioni frontali dell'emisfero destro è associata ad un'ipoattivazione delle prime.

Poiché l'attività della regione frontale sinistra è maggiormente associata alle emozioni e memorie positive una sua ipoattivazione basale si riflette in una maggiore predisposizione dell'individuo a sviluppare sintomi depressivi e una ridotta sensibilità alle ricompense (Peeters et al. 2014; Stewart et al. 2010).

Questa differenza nell'attività alfa delle regioni frontali destra e sinistra è stata definita "alpha-asymmetry" ossia asimmetria alfa nei pazienti con depressione (Disturbo Depressivo Maggiore).

Diversi studi hanno inoltre dimostrato che l'alpha asymmetry può essere considerata sia uno "state marker" (indicatore della presenza) della depressione, sia un indicatore della predisposizione dell'individuo a sviluppare sintomi depressivi, sia entrambi (Debener et al. 2000; Allen et al. 2004; Thibodeau  et al. 2006; Allen & Cohen 2010; Bruder et al. 2004; Bruder et al. 2008).

Tramite adeguati protocolli di neurofeedback è possibile correggere l'alpha asymmetry riducendo l'attività alpha nell'emisfero sinistro e riducendo in tal modo i sintomi depressivi.

Diversi studi infatti hanno dimostrato come il ripristino di una normale attività elettrica cerebrale tramite il neurofeedback determini anche la marcata riduzione dei sintomi depressivi (Peeters et al. 2014; Sacchet & Gotlib 2016; Schoenberg & David 2014; Caldwell 2016; Micoulaud-Franchi et al. 2015; Banerjee & Argaez. 2014; Hammond 2005; Baehr et al; 1997; 2001; Rosenfeld et al. 1996) . 

Da uno studio inoltre è emerso che mentre il neurofeedback è efficace nel ridurre la depressione misurata tramite la Hamilton Depression Rating Scale (con un punteggio passato da 11,33 a 4,08) la psicoterapia ha solo un debole effetto (con un punteggio passato da (12,36 a 11,08); il neurofeedback è dunque più efficace della psicoterapia (Choi et al. 2011).

 


Il Protocollo di Neurofeedback per la Depressione in dettaglio


Il Trattamento di Neurofeedback da noi utilizzato si basa sui protocolli internazionali più efficaci, è di tipo multicomponenziale ed è costituito dalle attività descritte di seguito:

  1. Psicodiagnosi - Per prima cosa effettuiamo un colloquio valutativo per effettuare o confermare la diagnosi di depressione, per comprenderne la gravità e le cause principali e per individuare eventuali altre tipiche comorbidità come l'ansia e i disturbi del sonno.
  2. Misurazione Elettroencefalografica - In questa fase viene svolta una registrazione di base dell'EEG ad occhi aperti e ad occhi chiusi; tale misurazione viene svolta al fine di individuare le anomalie EEG da correggere con il training di neurofeedback nelle sedute successive. A tal fine l'EEG misurato in questa fase viene sottoposto ad un'analisi approfondita utilizzando i software e le tecnologie più all'avanguardia.
  3. Misurazione dello stress - Nella prima seduta si effettua sempre anche una misurazione dello stress attuale dell'individuo con depressione, sia utilizzando gli strumenti del biofeedback/neurofeedack, sia utilizzando test scientificamente validati. Questa misurazione è molto importante per far comprendere al paziente se e quanto stress stia subendo (e abbia subito), i danni fisici cui è esposto, la stretta relazione tra stress, depressione e ansia e la conseguente necessità di definire delle strategie idonee volte a ridurre o eliminare le principali fonti di stress, attività quest'ultima che è facoltativa ma comunque fortemente consigliata anche perché non comporta costi aggiuntivi.
  4. Neurofeedback training - E' l'elemento portante dell'intero trattamento. Come già detto l’attività cerebrale produce variazioni di potenziale elettrico rilevabili nella forma di onde EEG (elettroencefalografiche) gammabetaalfathetadelta ed SMR; la depressione è legata ad alterazioni specifiche di alcune di queste componenti EEG. Il Neurofeedback è una tecnica sicura, innocua, indolore mediante la quale l'individuo impara a controllare volontariamente l'attività elettrica del proprio cervello e a normalizzare quindi le alterazioni EEG legate ai sintomi tipici della depressione. Come dimostrato da numerosi studi e da decenni di pratica clinica questo training produce una normalizzazione dell'attività elettrica cerebrale ed un miglioramento di tutti i sintomi della depressione. Durante una tipica sessione di neurofeedback l'individuo (bambino o adulto che sia) impara a raggiungere e mantenere la corretta attività elettrica cerebrale grazie ad un sistema di feedback (ossia un segnale che lo/la informa in tempo reale sulla sua attività elettrica cerebrale). Il Neurofeedback può essere svolto anche nei pazienti che stanno assumendo farmaci, con l'obiettivo di eliminarli progressivamente durante o dopo la fine del training.
  5. Biofeedback Training - nel caso in cui la depressione sia accompagnata da stati d'ansia o stress si svolgono protocolli di biofeedback finalizzati ad eliminare questi problemi che spesso complicano fortemente la condizione del paziente.  Esistono diversi protocolli di biofeedback per l'ansia che possono essere usati in combinazione col neurofeedback; la scelta del protocollo più adeguato alla specifica situazione del paziente è di fondamentale importanza per la riuscita del trattamento.

ATTIVITA' ACCESSORIE


Le attività accessorie che seguono sono facoltative ma fortemente consigliate anche perché non comportano costi aggiuntivi.

  1. Igiene del sonno - dopo una valutazione sulla qualità del sonno vengono fornite le indicazioni necessarie a ripristinare una soddisfacente qualità del sonno, ciò che è indispensabile per il raggiungimento di una qualità della vita soddisfacente. Nel caso dei disturbi legati ad alterazioni del ritmo circadiano del sonno, si interviene con strategie mirate.
  2. Colloqui psicoeducativi  -  Conoscere i meccanismi psicologici e fisiologici che sottendono la depressione e i fattori psicologici e ambientali che possono facilitarli, costituisce un passo importante. L'intervento psicoeducativo è finalizzato da una parte ad aumentare la consapevolezza dell'individuo e il suo senso di autoefficacia, ossia la consapevolezza che questi disturbi possono essere gestiti e sconfitti, dall'altra ad estendere quel che via via si apprende durante il training alla vita reale di tutti i giorni, individuando le strategie più appropriate per affrontare e sconfiggere i sintomi tipici della depressione.
  3. Rilassamento Progressivo - ad ogni seduta viene fornito un CD-audio con le istruzioni da seguire a casa (o al lavoro, in auto, ecc.) per l'esecuzione delle 8 fasi del Rilassamento Progressivouna tecnica di rilassamento ben validata scientificamente dimostratasi efficace nel ridurre i sintomi. Anche questa attività è facoltativa e viene utilizzata solo con i pazienti che tollerano o si trovano bene con questo tipo di tecniche.

 


 Quanto dura il trattamento?


Solitamente il trattamento integrato di Neurofeedback per la depressione richiede un unico ciclo di 10-30 sedute a seconda della gravità del disturbo e degli eventuali disturbi associati (es. ansia, stress).

Il trattamento implica da 1 a 3 sedute a settimana a seconda delle possibilità del paziente.

La prima seduta, durante la quale si effettua la diagnosi ed anche la valutazione EEG, ha una durata di 90 minuti; le sedute successive durano circa 40 minuti

Occorre solo un unico ciclo di sedute e, una volta completato, non occorre ripetere il trattamento. 

  


Quanto costa il trattamento di Neurofeedback integrato?


L'intero trattamento ha un costo contenuto consistendo in un unico ciclo di 30 sedute (in media) senza la necessità di ricorrere a cicli successivi o periodici.

Il Neurofeedback è una prestazione sanitaria detraibile e la tariffa di una seduta è pari varia da 70 a 50 euro a seconda della durata del trattamento: ad un maggior numero di sedute corrisponde una tariffa più ridotta. 

La prima seduta, che comporta un'approfondita analisi della condizione ansiosa e la valutazione EEG (con la nostra strumentazione), ha un costo di 90 euro e una durata di circa 90-120 minuti.

 


 Il Neurofeedback ha effetti collaterali? E' un metodo naturale?


Il Neurofeedback è un metodo d'intervento naturale per eccellenza: sebbene si avvalga di strumenti avanzati esso non comporta l'assunzione di sostanze di alcun genere (naturali o farmacologiche) e si basa sui meccanismi neurobiologici naturali dell'apprendimento. Il neurofeedback è una forma di allenamento (un training) guidato da tecnologie sofisticate e tecniche mirate.

Il neurofeedback è un metodo d’intervento sicuro, non-farmacologico, non-invasivo, indolore e privo di effetti collaterali, ad eccezione della possibile irritazione cutanea negli individui allergici al cerotto adesivo di alcuni sensori, fenomeno che si può evitare con le opportune misure.

Nei protocolli di training respiratorio e di rilassamento gli individui predisposti possono inoltre sperimentare una sensazione di "testa leggera" conseguente all'attività respiratoria. Tali fenomeni sono reversibili e possono essere ridotti o evitati con le opportune precauzioni.

 


  E' una cura a lungo termine?


Studi di follow-up a lungo termine hanno dimostrato che gli effetti del trattamento di Neurofeedback rimangono invariati nel corso del tempo, senza la necessità di ricorrere ad ulteriori trattamenti. Questo ad esempio è stato dimostrato sino a 5 anni dalla fine del trattamento (Baehr et al. 2001) il che significa che l'effetto raggiunto è permanente.

 


 Contatti


I trattamenti di Neurofeedback e quelli integrati sono svolti dalla équipe formata dal Dr. Alessio Penzo e dalla Dr.ssa Loredana Scalini presso lo studio situato in Via Giovanni Guareschi 123, 00143 - Roma (EUR-Laurentina).

E' possibile prendere un appuntamento, in base alle disponibilità, dal Lunedì al Sabato. 

 


Come raggiungerci


 

Indirizzo: Via Giovanni Guareschi 123 - Roma (EUR-Laurentina)

Con i mezzi pubblici: Fermata Metro B Laurentina + Autobus 776 oppure Fermata Metro B Fermi + Autobus 779

 


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